Una vita in Africa – A life in Africa Rotating Header Image

February 29th, 2008:

L’ Accordo

Finalmente ieri pomeriggio il Presidente del Kenya, Mwai Kibaki, ha firmato un accordo con il leader dell’ opposizione Raila Odinga che dovrebbe metter fine alla situazione di tensione e di violenza che ha prevalso nel Paese negli ultimi due mesi.


I punti chiave dell’accordo sono i seguenti:

Verrà creato il posto di primo ministro, che avrà l’ autorità di co-ordinare s supervisionare l’ esecuzione delle politiche governative.

Il primo ministro sarà un parlamentare eletto, e sarà scelto dal parlamento fra i membri del partito, o dalla coalizione di partiti, che ha il più alto numero di parlamentari. Sembra scontato che questo posto andrà a Raila Odinga.

Ci saranno anche due vice primo ministro, ciascuno nominato dalle due parti della coalizione

Il primo ministro e i suoi vice potranno essere rimossi solo con un voto di maggioranza semplice del parlamento

Il governo e’ formato dal presidente, vice-presidente, primo ministro, i due vice-primo ministro e gli altri ministri.

L’’ eventuale rimozione di un ministra sarà soggetta a consultazione e accordo scritto.

La composizione del governo di coalizione terra’ conto di un accurato bilanciamento dei portafogli e rifletterà la relativa rappresentanza parlamentare.

La coalizione si dissolverà con la dissoluzione del presente parlamento, o se i partiti lo stipulano per iscritto, o se una delle due parti si ritira dalla coalizione. Ma c’ e’ l’impegno di entrambe le parti di portare a termine la coalizione, fino a dicembre 2012.

L’ accordo e’ stato preso dalla gente con grande gioa, ma anche con una venatura di rabbia. Ieri sera mentre guardavo il telegionale, con abbondanza di sorrisi radiosi e un clima di festa, i ragazzi della pallacanestro e del calcio tiravano dei sospiri di sollievo ma commentavano anche “Loro sorridono perché’ non hanno avuto morti e sfollati in famiglia. Non potevano accordarsi subito e risparmiarci due mesi di tragedie?”

L’accordo era ormai inevitabile e mi sembra un passo positivo. Le posizioni sono molto bilanciate e potrebbe scaturirne l’ effetto di un controllo più’ efficace della corruzione, evitando almeno che si sviluppino altri clamorosi casi. E’ anche positivo che gli ultimi due mesi abbiano portato alla ribalta il problema delle distribuzione della terra e degli slum. La gente adesso si aspetta che questo governo che verrà si impegni seriamente su questi due sfide, e vuole vedere i fatti.

Il pericolo e’ che si crei un clima di falso accordo e di compiacenza, e che si metta nel cassetto l’ idea di perseguire i responsabili degli atti criminali che hanno visto il massacro oltre millecinquecento persone e la creazione di almeno un mezzo milione di sfollati. Adesso giustizia deve essere fatta. L’ accordo non può’ essere un’amnistia per chi ha ucciso, bruciato persone vive all’ interno delle loro case o delle chiese, distrutto proprietà’, e incitato a tutto questo. E parecchie di queste persone siedono in parlamento.

Italiano English
This blog is multi language by p.osting.it's Babel